Bagheria | Bagheria |
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Sul lato orientale della Conca d'Oro, tra i golfi di Palermo ad ovest e Termini Imerese ad est, sorge Bagheria, la città delle ville. Il forte legame con il territorio sta certamente alla base delle origini del suo nome: l'ipotesi etimologica più attendibile sembra secondo cui il toponimo "Bagaria" starebbe a significare "porta del vento" dall'arabo "Bab-el-gherib", o "terra marittima", da "bahariah" in dipendenza di questa sua particolare posizione. Bagheria nacque all'ombra della residenza costruita dal Conte di Raccuja Giuseppe Branciforti, il quale deluso dal fatto che il regno del Re Filippo IV, morto senza eredi, non fosse passato alla sua famiglia, abbandonò Palermo nel 1658 e si trasferì a Bagheria. La residenza dei Branciforte fece riscoprire all'aristocrazia palermitana la bellezza naturale della piana bagherese e, quindi, le contrade si cominciarono a popolare di tutta una serie di fastose residenze barocche. Le ville, dalle più antiche (Palagonia, Cutò e Valguarnera), fino alle ultime (Trabia, Inguaggiato, Villarosa), furono costruite nel XVIII secolo e nacquero inizialmente come semplici luoghi di svago. Il 21 settembre 1826, con un decreto di Ferdinando I Re delle Due Sicilie, la preesistente comunità bagherese acquistò lo status di comune autonomo con l'annessa frazione di Aspra; con lo stesso decreto si staccarono i limitrofi villaggi di Casteldaccia, Solanto, Porticello e Santa Flavia. Dotato di un clima tipicamente mediterraneo, il territorio è principalmente collinare, con pianure poco sviluppate. Le erosioni millenarie hanno formato delle caratteristiche calette ( il porticciolo naturale di Aspra, Sarello, la Piscina ai piedi di Capo Zafferano) e delle famose formazioni rocciose come l'Arco Azzurro a Mongerbino. Infine, i suoi fondali trasparenti offrono numerosi punti d'immersione con delle particolarità diverse tra loro: pareti ricche di vita, ideali per la pesca subacquea, scogli affioranti che nascondono reperti di ogni epoca, vero paradiso per l'archeologia subacquea.
DA VEDERE Villa Palagonia La splendida Villa Palagonia venne fatta erigere nel 1715 da Ferdinando Francesco Gravina, principe di Palagonia e marchese di Francoforte; nel 1749 la Villa fu acquisita, per lascito testamentario dall'estroso nipote Ferdinando Francesco Gravina II, il quale ne ultimò la costruzione e aggiunse gli originali mostri in tufo, realizzati dall'architetto Agatino Aidone. Oggi, questo bizzarro complesso scultoreo, di cui rimase impressionato anche Goethe, non è più visibile nella sua "facies" originaria. All'entrata della villa è posto un arco monumentario, laddove sopra ogni facciata si trovano due imponenti guerrieri in costume spagnolo. Il prospetto principale, ornato da medaglioni realizzati da Giovanni Nicola Salernitano, è concavo e la cavità è riempita con una spettacolare gradinata a doppia rampa che collega al piano nobile, lateralmente presenta due corpi di fabbrica di forma quadrata. Dalla stanza ovoidale del piano nobile si accede alla "Sala degli Specchi", le cui pareti sono ricoperte da vetri che danno l'effetto di marmi policromi e decorati con medaglioni in cui sono posti i busti dei principi di Palagonia, dei suoi avi e dei regnanti spagnoli e francesi; il soffitto è rivestito con degli specchi ornati con immagini di uccelli, frutta e fiori dagli accesi colori. Gli altri salono sono affrescati con immagini mitologiche.
Villa Cattolica Sita all'ingresso di Bagheria, Villa Cattolica venne fatta costruire probabilmente tra il 1706 e il 1736 da Francesco Bonanni, principe di Roccafiorita e della Cattolica. L'edificio, che si eleva su tre piani, mostra due esedre: in una è la gradinata esterna, mentre nell'altra si apre una terrazza balaustrata. Internamente, sia al piano terra che ai piani superiori, vi sono due saloni rettangolari disposti a croce; il piano nobile è collegato con i piani superiori da scale interne site in corrispondenza della gradinata esterna. Nella Villa riposano le spoglie dell'illustre pittore bagherese Renato Guttuso, commemorato con un magnifico monumento funebre in marmo blu del Brasile. Nella Villa sono esposte le opere del pittore e di altri famosi artisti.
Villa Cutò Villa Cutò fu innalzata intorno al 1700 probabilmente dal principe Baldassarre naselli; ai primi dell'800 fu acquistata dalla casata Filangeri principi di Cutò e poi venne trasmessa per disposizione testamentaria, alla famiglia Tasca di Cutò. La residenza è costituita da tre corpi di fabbrica con un cortile centrale, chiusa da una loggia con raggiera in ferro battuto. Al piano nobile si può accedere attraverso una bella gradinata in marmo rosso a doppie rampe. Attualmente nella Villa è ospitata la Biblioteca Comunale.
Villa Butera Nel 1658, Giuseppe Branciforti, principe di Butera, deluso dalla vita politica e dalla nobiltà palermitana, decise di ritirarsi in campagna e di farsi costruire questa magnifica residenza su un territorio di sua proprietà ("O Corte a Dio" sono, infatti le parole impresse nella torre d'accesso alla villa); intorno ad essa sorse il nucleo originario della città di Bagheria. L'edificio inizialmente era formato da un corpo di fabbrica rettangolare, cinto da opere difensive di carattere medievale. La facciata orientale si apre con un portale ornato da una cornice continua, mentre lo scalone ha delle rampe asimmetriche, ma rettilinee. Il prospetto del piano nobile presenta delle decorazioni con motivi floreali e festoni retti da puttini, con al centro il busto del Branciforti eseguito nel 1682.
Villa Larderia Moncada Villa Larderia, che si trova all'interno del centro cittadino, fu eretta nel 1752 da Francesco Latterio Moncada, su progetto dell'architetto Sac. Don Nicolò Palma. La costruzione presenta una caratteristica pianta stellare (unica nel suo genere a Palermo) con i tre assi che si incrociano al centro del salone di rappresentanza; tuttavia il progetto originario non fu mai ultimato, come dimostrano le mensole della facciata sulle quali non furono mai edificati i balconi. Dopo la scomparsa del Principe di lardeia, l'edificio nobiliare fu acquistato dal Sac. Don Giuseppe Chiello, che vi fondò una scuola-collegio-convitto di educazione per fanciulle; nel 1816, per espressa disposizione testamentaria, il complesso passò alle Suore di Maria Assunta al Borgo di Palermo, le quali ancora oggi adempiono alla loro missione educativa. Nella chiesa, costruita all'interno del complesso, si possono ammirare due bassorilievi del Gagini raffiguranti "La Madonna" e "La Resurrezione"; l'altare maggiore custodisce, inoltre, una preziosa urna cesellata in oro, donata da Ferdinando III di Borbone a Don Giuseppe Chiello.
Chiesa Madre La Matrice, che domina imponente la Piazza omonima, venne costruita nel 1769 per espresso desiderio del principe Don Salvatore Principe di Branciforti e nel 1771 fu aperta al culto. La facciata è realizzata in tufo d'intaglio ricavato dalle cave di Solanto e presenta sopra il portale principale, lo stemma della casata Branciforti. L'interno custodisce una statua di "San Giuseppe" e un maestoso "Cristo Crocifisso", opere del Quattrociocchi; tre pregevoli tele d'autore ignoto, donate dal principe di Butera; uno splendido medaglione marmoreo, di bottega gaginiana, che raffigura la "Madonna delle Grazie e il Bambin Gesù".
INFO CAP: 90011 Altitudine: m.76 Superficie: km quadri 29,68 Numero abitanti circa 58.000 Festa patronale di S. Giuseppe(6-10 agosto), Festa dell'Assunta (15 agosto), Presepe vivente (periodo natalizio) Distanza da Palermo: 15 Km.
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