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Museo Archeologico Nazionale

Il Museo Archeologico Regionale "Antonino Salinas" è sistemato nell'antica Casa conventuale dei Padri della Congregazione di San Filippo Neri, nella Chiesa di Sant'Ignazio all'Olivella.

Il Museo è collocato nei locali del piano terra e nelle sale dei due piani superiori. I reperti archeologici, ivi conservati, vanno dall'epoca preistorica al periodo romano e illustra l'antica civiltà della Sicilia.

Gran parte del materiale raccolto si deve all'attività dell'archeologo Antonino Salinas, cui è dedicato il museo, che accoglie anche i reperti provenienti dal primo nucleo del Museo Archeologico costituito nel XVIII secolo per opera del gesuita Ignazio Salnitra.

Materiali campani e siciliani furono donati al Museo dai sovrani borbonici: Ferdinando I donò terrecotte e bronzi tra cui il gruppo di "Ercole che atterra un cervo", opera romana proveniente da Pompei. Dipinti pompeiani ed una meravigliosa riproduzione in marmo, dell'originale in bronzo di Prassitele del 370-360 a.C. raffigurante il "Satiro Versante", furono donati da Ferdinando II di Borbone.

Annessa alla collezione borbonica è la "Statua di Menade", copia romana del III secolo d.C. di una statua greca del II secolo a.C., ritrovata nelle terme di Caracalla a Roma.

Uno splendido "Ariete in bronzo" fu donato al Museo da Vittorio Emanuele II; attribuito alla cerchia di Lisippo, risale agli inizi del III secolo a.C. e faceva parte di una coppia posta, nell'XI secolo, come ornamento del portale d'ingresso del castello di Maniace a Siracusa.

Risale al I secolo d.C. e proviene da Tindari la statua in marmo dell'Imperatore Claudio, raffigurato come zeus, con la testa coronata da un serto di quercia ed un mantello sulle gambe; la statua restaurata nel 1860 ebbe aggiunti frammenti non originari.

In diorite nera è la cosidetta "Pietra di Palermo" con iscrizioni geroglifiche del 2900 a.C.

Tra i frammenti più preziosi raccolti nel Museo, paricolare attenzione meritano le tre "metope" del Tempio C e le quattro del Tempio E di Selinunte, ivi rinvenute dagli Architetti inglesi S.Angell e W.Harris rispettivamente nel 1823 e 1827.

 

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