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Palazzo Comitini

Il sttecentesco Palazzo Comitini, fondato tra il 1766 e il 1771 da Michele Gravino e Crujllas, Principe di Comitini e di Santa Maria d'Altofonte, nacque in seguito all'inglobamento e al rimaneggiamento dei preesistenti Palazzi Roccafiorita-Bonanno e Gravina di Palagonia, su progetto dell'architetto Nicolò Palma.

Il prospetto su Via Maqueda presenta due portali, affiancati da colonne e sovrastanti da lunghi balconi con inferriate sagomate; i timpani sono arricchiti da stucchi rococò.

Nel cortile vi è un loggiato suddiviso in tre arcate; spiccano, altresì, due splendide fontane, una delle quali ha come sfondo un affresco di soggetto mitologico, raffigurante "Diana dea della caccia".

All'interno dell'edificio, si aprono magnifici saloni: la Sala del Presidente decorata con paesaggi e motivi tratti dall'iconografia sacra; la Sala verde che conserva una consolle con specchiera, cornici dorate e sopraporta ornati da paesaggi attribuiti ad Elia Interguglielmi.

Nel Salone Martorana vi è profusa una riccheza decorativa tipicamente settecentesca: le "boiserires" dorate avvolgono le pareti e includono specchi e figure di soggetti religiosi e storici, inseriti in cornici dorate.

Gli affreschi della volta, realizzati da Gioacchino Martorana nel 1770, propongono un tema allegorico tipico della cultura del tempo, "il Trionfo del dio Amore su un carro retto da puttini e circondato dalle quattro Virtù Cardinali".

Attualmente Palazzo Comitini è sede dell'Amministrazione Provinciale di Palermo

 

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