Il carretto siciliano | il carretto siciliano |
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Il carretto dipinto è una delle espressioni più genuine del folclore siciliano. I vivacissimi colori delle pitture delle fiancate, con suggestive scene di combattimenti cavallereschi, il gusto delle sculture in legno delle "chiavi", gli artistici "rabischi" in ferro battuto,le belle ruote intagliate, tutto nel carro è prezioso, elegante, funzionale. Purtroppo il carretto siciliano col suo baldanzoso cavallo, adorno di un vistoso pennacchio sulla testa e di tante allegre "ciancianedde", che squillano vivacemente ad ogni suo movimento, è ormai solo ricordo del passato, fittizia rappresentazione di una realtà che non è più dei nostri giorni. Per costruire un carretto ci vogliono ben cinque diversi artigiani: il carradore che ne crea l'ossatura, li scultore che scolpisce le varie parti ornamentali, il fabbro ferraio che lo incatena in ogni sua parte e batte e forgia gli ornamenti metallici, il tornitore, ed infine il pittore. E ci vogliono anche i legni adatti, perchè un carro che si rispetti deve essere fatto in noce ed in abete, e ci vuole tempo per sgrossare e per rifinire ogni singola parte. Tanto tempo e tanto lavoro che il prezzo di un carretto è salito alle stelle e compete tranquillamente con molte utilitarie italiane. Malgrado la grave e irreversibile crisi, l' artigianato del carretto ancora non si è istinto. In una zona periferica di Palermo, intorno al corso dei Mille, resistono gli ultimi valorosi specialisti, carradori, pittori, scultori e fabbri. |