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Non tutti sanno che un tempo la protezione di Palermo era affidata a ben quattro sante: S.Agata, S.Cristina, S.Ninfa e S.Oliva, una per ognuno dei quattro mandamenti in cui era divisa la città (ossia Tribunali o Kalsa, Castellammare o Loggia, Monte di Pietą o Capo, Palazzo Reale o Albergheria). Ne fanno fede le statue, loro dedicate, che sormontano le fontane dei Quattro Canti in Piazza Vigliena.

I meno esperti in agiografia si stupiranno nel notare l'assenza nel cuore urbanistico, del simulacro della vergine e nobile signorina Rosalia Sinibaldi, oggi unica ed effettiva patrona della città di Palemo.

La singolare mancanza non sorprende tuttavia chi sa che la costruzione dei Quattro Canti fu terminata nel 1620, mentre la Santa fu proclamata patrona di Palermo soltanto quattro anni dopo, nel 1624. Sicuramente è vero che Santa Rosalia era morta in odore di santità nel 1166, ma è altrettanto vero che ella per diventare patrona dovette aspettare sino al 1624, anno in cui salvò Palermo dalla peste bubbonica.

Si dice che la Santa sia apparsa in una oscura caverna davanti ad un' ingnaro cacciatore, caduto in ginocchio dinnanzi a lei. A quest' ultimo ella indica il lontano luogo della Quisquina dove il suo corpo è sepolto e predice la fine imminente della disastrosa pestilenza. La predizione si avvera: il coprpo,ritrovato, è portato in processione e la peste cessa miracolosamente. A furor di popolo il cardinale Doria prolama la "Santuzza" prima patrona di Palermo e degrada le sante precedenti.

Le onoranze alla Vergine Sinibaldi si svolgono in due tempi: uno è il cosiddetto "Festino", profano che si svolge dal 9 al 14 luglio. L'altro sacro che consiste nel pellegrinaggio notturno che ha luogo tra il 3 e il 4 settembre. Il "Festino" oltre ad essere un atto di doveroso omaggio alla Patrona, celebra allo stesso tempo la fine dell'anno lavorativo e l'inizio delle ferie (ovviamente per chi può). La non breve durata delle onoranze rosoline, fissate da sempre in cinque giorni, è sacra ed inviolabile. Contro un vicerè Caracciolo in vena di economia che nel 1783, dopo il disastroso terremoto di Messina, voleva ridurla a tre giorni, il senato,il popolo ed i nobili si unirono recitando un unico slogan: "O la festa o la testa"

La parte sacra della festa dedicata a Santa Rosalia, si svolge il giorno della sua nascita: il 4 settembre. Durante la notte precedente un' interminabile folla di fedeli, obbligati verso la Santa per favori o miracoli ottenuti, percorre il pellegrinaggio le rampe settecentesche della vecchia strada che conduce alla Sacra Grotta, sul monte che non a caso si chiama Pellegrino. Molti devoti sono a piedi scalzi, per dovere votivo; i più portano ceri o fiaccole. Nell'interno fumoso e gocciolante della grotta, i pellegrini adempiono la promessa, donando alla protettrice una candela, un gioiello o un ex voto d'argento, in ricordo anatomico della parte miracolosamente guarita. Nella bacheca di vetro il simulacro della Santa riposa serenamente, letteralmente ricoperto dalle migliaia di offerte lasciate li dai suoi devoti.

 

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